La Storia

La storia della dimora di Torquato Tasso

Sopra uno degli antichi tempi di Nettuno o Apollo, forse sulle vestigia di quest´ultimo, venne fabbricata la casa Sersale la cui famiglia ebbe origine da Sergio Duca di Sorrento nel 1608.
Prime sicure notizie di tale palazzo si trovano nel protocollo di notaio Auriemma del 1496, e del cespite figurano possessori ed abitanti Antonino Sersale, Sara Vulcano, sua moglie e i loro figlioli.

In una sera di giugno dei 1558, nella valle si celebrava il matrimonio di Marzio Sersale, figlio di Antonino, con la sorella del poeta, Cornelia Tasso, figlia di Bernardo e Porzia dei Rossi.
Cornelia nacque nel 1536, educata prima in Sorrento poi nel monastero di S.Festo in Napoli; Marzio colpito dall´avvenente beltà sua ed ella di amore per lui si erano fidanzati col consenso dello zio di lei, convolando a giuste nozze.
Nello stesso, la notte del 13 giugno, Sorrento fu invasa dai pirati turchi sbarcati alla marina grande, che assalirono la città e la saccheggiarono, facendo numerosi prigionieri.
Marzio e Cornelia si salvarono miracolosamente, fuggendo da un viadotto sotterraneo. Cornelia visse tra Sorrento e “Montecorre” (l´odierna Montecorbo) dove si rifugiò anche il fratello: in questo meraviglioso sito Torquato Tasso, stanco del suo lungo peregrinare, riuscì finalmente a trascorrere alcuni mesi di pace e serenità.

Un mattino di luglio del 1577 un viandante abbigliato da pastore, me dai lineamenti nobili, bussava alla porta della magione consegnandolo una lettera, da cui si evinceva il grave stato di salute del poeta. Cornelia affrante dal dolore svenne, e solo allora dinanzi a tale gesto d´amore, il viandante si svelò per Torquato Tasso, che transfuga da Ferrara e dopo molte peripezie tornò nella sua Sorrento abbandonata da tempo.
Il poeta assieme ai nipoti si trasferì a Montacorre, dove trascorse giorni felici, obliando i movimentati trascorsi della sua travagliata vita e ritemprando le sue deboli energie in un paesaggio che ancora oggi ammalia e incantata per la sua bellezza.
Nei mesi trascorsi in questo buon “retiro”, il poeta ebbe la serenità di ritoccare alcuni capitoli della Gerusalemme che successivamente fu rieditata con il nome di Gerusalemme Conquistata.